Non ti penso spesso devo ammetterlo. Ho di meglio da fare. Tu non ci sei, io sono ancora qui. Soffermarmi sulla tua non presenza non mi sembra utile. Non vengo al cimitero, o meglio poche volte sono venuto e non è cambiato niente. Io ero li vivo, pensante con la mente rivolta alle cose da fare… tu eri li fermo, immobile, invisibile. Io ero lì, a guardare il marmo gelido che ti preservava, a guardare quella tua piccola foto, dove mi ci vedo terribilmente simile. Davvero poche volte ti penso e devo dire che non mi manchi. Ho la mia vita che non rinnegherò mai e di sicuro non lo farai tu. Tu sei morto, io no. Poi scendo nella tua “bottega”, il tuo angolo di riposo, dove nascevano orologi, sedie, piccoli quadri, le cose più disparate. Dove scaricavi la fatica che il lavoro ti procurava, il lavoro in cui eri il migliore. Il lavoro che alla fine ti ha portato via… E tu lo sapevi, lo sapevi benissimo che un giorno lo avrebbe fatto ma hai continuato. Odiavi rimanere fermo ed essere inutile, inerme. Nella tua bottega c’è ancora una bacheca dove scrivevi le tue note… era anche un calendario con dei piccoli riquadri contenenti mesi e giorni. Ogni mattina scendevi li vedevi cosa c’era scritto, se ci fosse qualche scadenza, qualcosa da fare. Poi prendevi un fazzoletto, cancellavi il cerchietto attorno al giorno precedente e ne facevi uno nuovo, sul giorno corrente. Era il 28 Marzo. Non è mai stato più aggiornato. Quel tratto di pennarello c’è ancora, debole, consumato dagli anni. Io mi soffermo a guardarlo e lì penso, non a te perchè tu non mi manchi. Penso a cosa sarebbe successo se quel pennarello avesse cerchiato il 29 Marzo, il 30, il 31 e l’intero mese di Aprile. Avrei continuato a vedere quel tuo muso burbero, quelle parole che rimanevano ferme sulla tua lingua perchè no, eri tutt’altro che loquace… a casa. Casa per te era la pace, le poche ore in cui potevi trovarla e per questo preferivi rimanere il più delle volte in silenzio. Come me. Ti sentivi al sicuro, come mi sento io, il silenzio finalmente. Fuori avevi sorrisi e battute per tutti. Come me. Magari avremo litigato altre volte perchè avevo fatto quei cazzo di 5 minuti di ritardo, magari perchè puzzavo di fumo o di alcol. Per poi comportarci come se il giorno dopo non fosse successo niente. Questo si, mi manca. Non mi manchi tu, quello che eri, la tua presenza fino al 28 Marzo. Tu sei andato via quel giorno, non esisti più, io sono ancora qui e mi sembra inutile venire lì con te. Il pensiero di cosa sarebbe potuto succedere il 29 Marzo, il 30 Marzo, il 31 Marzo e l’intero mese di Aprile questo si mi manca. Mi manca quello che non abbiamo vissuto e che non è potuto accadere. Mi manca quella sintonia silenziosa che c’era tra me e te, quella terribile somiglianza fisica che di giorno in giorno si rivela sempre di più e quella ancora più terribile somiglianza caratteriale.

Tu non mi manchi. Quello che non abbiamo potuto vivere si, mi manca.

Alessandro Troisi


1 commento su “Tu non mi manchi – Alessandro Troisi”

Sandra · 28 marzo 2017 alle 22:25

Bellissimo . Non avresti potuto scegliere miglior modo per ricordarlo.

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